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domenica 1 gennaio 2017

La vita: facciamo prima una prova generale o la rigiriamo?

Chiacchierando con un'amica del più e del meno si finì col parlare di Dio  e della presunta Perfezione del Creato.

Naturalmente, trattandosi di amicali pettegolezzi se n'è parlò male (d'altronde, degli assenti sempre male si parla): dell'Uno e, al pari,  dell'Altra. Perfetto per niente, insomma, secondo noi, come lavoro, il Creato.

Lo scarabookkiante guardando in particolare a quel che più direttamente ci riguarda, alla nostra vita di umani, ricordò quel che una volta disse Vittorio Gassman.
Un uomo che a lungo si è torturato, cadendo in feroce depressione, pensando all'idea di dover morire. Di sicuro  molto malvolentieri l'ha abbandonata lui, la vita. Un giorno in un'intervista  disse che per ogni commedia ben allestita, prima della rappresentazione vera, definitiva, almeno una prova generale bisogna farla. Anche per la vita, Diobbono, avrebbe dovuto prevederla! Aver pensato di far svolgere tutto in un'unica rappresentazione improvvisata, così, davanti a tutti, è stato un errore imperdonabile; di sicuro, una scelta poco professionale, da parte di chi ha messo su lo spettacolo. Farebbe bene a ripensarci.


Un altro attore aveva una teoria diversa; non meno ragionevole e non meno originale. Non sappiamo delle due qual è quella che più ci piace. L'una o l'altra, sarebbe comunque meglio di com'è adesso. Altro che perfezione del Creato! Woody Allen pensava che  il lavoro del Creatore sulla vita umana piuttosto che male fosse venuto in verità capovolto.
Per farcela godere fino in fondo (si fa per dire) gli basterebbe solo rigirarla all'incontrario.  Tutto sommato, anche con poca fatica.


Si cercava qualcosa di bello da augurarci per il nuovo anno e ci siamo lasciati nell'indecisione. Ognuno scelga la soluzione che preferisce e auguri di Buon Anno Nuovo a tutti.